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Grottole
mercoledì, 21 Febbraio, 2024

La regista spagnola e la lunga vacanza a Grottole

Alejandra Viejo Lopez De Roda ha trascorso un lungo periodo nel paese lucano. “Se visiti Grottole, preparati a farti guardare molto”. L’esperienza del maiale a Grottole.

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Alejandra Viejo Lopez De Roda, 36 enne originaria della penisola iberica, nella vita si occupa di cinema: scrive e dirige film. E per le sue vacanze, quest’anno, ha scelto Grottole. «Attraverso Wonder Grottole: mi sono imbattuta in questo progetto mentre facevo delle ricerche online sul coliving in Italia».

A Grottole, Alejandra, è rimasta due settimane, fino al 2 ottobre.

Giornata tipica a Grottole?

«Sveglia presto per una passeggiata, poi espresso e lavoro durante il giorno. Infine palestra locale dall’adorabile proprietario, Dani, mio personal trainer. Piena di poster, quella palestra, che ritraevano i body builder degli anni ’80, incluso Arnold Schwarzenegger: divertenti! E quei corpi degli uomini, così surreali/irrealistici!

La sera, a seconda della giornata, andavo a bere qualcosa o facevo una passeggiata rilassante. Quando non lavoravo, quasi ogni giorno mi godevo l’espresso del bar locale e passavo del tempo con la gente del posto: hanno un accento/dialetto piuttosto forte che ne rendeva un po’ difficile la comprensione.

«Il calore e l’amore/rispetto per il cibo. “Se visiti Grottole, preparati a farti guardare molto”, mi dici: parliamone. “Qui tutti conoscono tutti, quindi notano immediatamente i “visitatori”. C’è una bella vecchietta, a Grottole, chiamata Tatiana. Si sedeva ogni sera sulla soglia di casa: mi piaceva parlare con lei che però non riusciva a capire perché fossi single o comunque non sposata: piuttosto divertente, no?!».

L’esperienza del maiale a Grottole.

«Una sera al bar ero circondata da uomini, tutti costruttori. l, che mostravano, orgogliosi, le foto di un maiale appeso in cucina. Il maiale era aperto a metà: se ne poteva vedere lo stomaco/intestino e il sangue sul pavimento. Anche se non sono vegetariana, sono rimasta piuttosto inorridita. Gli uomini, però, non riuscivano a capire la mia reazione e continuavano a dire: «Bella la foto, eh?!».

Immagino che per loro rappresentasse una forma di lavoro artistico di cui essere orgogliosi, per me il tipico lavoro di un serial killer. Mi viene da ridere ogni volta che ci penso».

Il “bel ricordo” che conserverai di questo posto.

«Il calore della gente e il silenzio della mattina e della sera. La tranquillità, incredibilmente serena e bella, la bellissima vista sugli ulivi intorno, ma mi è piaciuto molto anche andare al supermercato, quasi ogni giorno, e provare diversi prodotti locali.

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